Quanto costa fare il trust?
- Wealth Management
- Luca Zanata
Per costituire un trust non è necessario essere un calciatore di serie A o un grande imprenditore; dai numeri che potrai leggere più in fondo, ti accorgerai che il trust è alla portata di quelle famiglie e individui che appartengono alle fasce medie di ricchezza.
Se però ti stai informando sui costi, è molto probabile che tu abbia già apprezzato le finalità del trust e le abbia valutate come necessarie per le tue esigenze.
Sappiamo che il trust è uno strumento giuridico utile per pianificare la propria ricchezza e segregarla al riparo da eventuali rischi che possono sopraggiungere nel tempo.
Il trust è uno tra i più performanti: la sua duttilità lo rende adatto alla gestione di patrimoni famigliari come la tutela di persone fragili, in caso di separazioni e divorzi o per le successioni.
Il trust è anche utilizzato in ambito aziendale, ad esempio per gestire le liquidazioni societarie e anche per gli accordi di ristrutturazione aziendali del debito.
Insomma, gli usi sono davvero i più disparati.
Per quanto riguarda i costi, è possibile individuarne 3 tipi che si ricollegano sostanzialmente alle tre 3 fasi del trust:
1) Redazione dell’atto
2) Conferimento dei beni
3) Gestione dei beni
Cominciamo dal primo: per la redazione del trust è necessario innanzitutto un’attenta verifica del patrimonio del cliente, delle sue esigenze e dei rischi che si possono verificare a carico del patrimonio. Per questo motivo la parcella del professionista incaricato (di solito, un avvocato) può essere variabile in relazione al processo di analisi e verifica dei parametri che ho su evidenziato.
La parcella può avere un costo orario o essere predeterminata; di certo non è standard e in questo caso la risposta è: “dipende”.
In linea di massima, possiamo affermare che per l’atto istitutivo di un trust i costi partano da 10.000,00 euro a salire.
Andiamo ai costi legati ai conferimenti.
Bisogna valutare se ci sono o no, beni che si intendono conferire e quindi inserire all’interno del trust.
Per gli immobili è necessario l’atto pubblico e quindi la presenza del notaio la cui parcella può essere determinata, tendenzialmente, alla stregua di quella prevista per gli atti di compravendita per beni della stessa natura. Se si conferiscono altri beni, il pubblico ufficiale non è necessario ma la sua presenza può essere un contributo importante per l’atto in sé.
Ultimo costo è quello legato alla gestione del trust.
Le regole della vita del trust sono scritte nello statuto sulla base delle volontà del conferente, ossia del cliente, ma è il trustee che si occupa della gestione dei beni.
Anche in questo caso, il costo dell’attività di gestione varia in relazione ai beni e alle concrete attività da svolgersi che possono essere di natura ordinario o straordinaria. Inoltre, non esiste un vero tariffario ma è la prassi che ci offre questi dati.
Per la gestione ordinaria, ossia tenuta dei registri e della contabilità, le tariffe partono da un minimo di 1.500 euro ma possono arrivare a cifre anche più alte. La gestione straordinaria ha invece una tariffa oraria che si aggira intorno ai 150,00/200,00 euro.
Rientra tra i costi del trust anche il compenso annuale per il Guardiano, figura non necessaria del trust, il cui compito è quello di verificare che il Trustee segua le regole individuate dal Disponente nel trust.
Essendo una figura di controllo, il compenso è abbastanza limitato e in ogni caso parametrato rispetto ai beni inseriti nel negozio giuridico.






